Bollettino Settembre 2026

Siccità Estrema

Intensità massima rilevata per alcune regioni

Situazione Generale

Secondo i dati Copernicus, Settembre 2026 è stato il secondo più caldo a livello globale dal 1979, con un’anomalia di +1,63°C rispetto al periodo pre-industriale (1850-1900). In Europa ha mantenuto temperature sopra la media sulla scia dell’estate, risultando sul settore occidentale il più caldo (vedi mappa).

Dal punto di vista delle piogge il mese è stato più secco della norma su gran parte dell’Europa occidentale e centrale e in alcune zone dell’Europa orientale. Questa siccità prolungata ha continuato ad influire sulle portate dei grandi fiumi. In alcuni tratti di Reno e Danubio, ad esempio, si sono registrati i minimi storici del mese, con ripercussioni sulla navigazione, l’approvvigionamento idrico e l’agricoltura di diversi paesi.

  • Grandi laghi del Nord: le piogge di fine Agosto hanno in generale fatto risalire i livelli, che però nel corso delle settimane sono tornati a calare. Solo il lago di Iseo chiude il mese sopra la media, mentre il Maggiore continua ad essere il lago con le maggiori criticità.
  • Portata del Po: nonostante alcuni eventi precipitativi intorno alla metà di settembre abbiano fatto risalire temporaneamente le portate registrate lungo le principali stazioni di misura del fiume, il mese chiude con valori simili a quelli di fine Agosto e un’anomalia negativa intorno a -60% (AdB Po).
  • Invasi del sud: calano ovunque le percentuali di riempimento rispetto a fine Agosto. I valori più bassi continuano ad essere quelli degli invasi di Capitanata e Basilicata, mentre in Sicilia e Sardegna la media si aggira sul 60-65%.
Previsioni per i prossimi mesi
Le previsioni stagionali dei maggiori centri europei indicano, per il trimestre Novembre-Gennaio, temperature superiori alla norma su tutta Europa con una probabilità più alta (70-100%) sul settore centro-occidentale e Mediterraneo. Anche le temperature superficiali del mar Mediterraneo continueranno ad essere superiori alla media. Per quanto riguarda le precipitazioni, il trimestre indica due zone latidudinali distinte: da una parte il settore mediterraneo meridionale che ha segnali di deficit di pioggia (con una probabilità del 40-60%), dall’altra buona parte dell’Europa, inclusa l’Italia settentrionale, che presenta surplus con probabilità dal 40 al 100% (vedi mappa).

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Indici di esposizione

Gli indici di esposizione mostrano quanto le condizioni meteo-climatiche della tarda primavera e dell’estate abbiano ancora degli impatti.
  • Percentuale di territorio regionale affetto da siccità severo-estrema: da metà primavera in poi quasi tutte le regioni sono state interessate, in maniera più o meno estesa, da siccità intense. Il nord della penisola, ed in particolare il settore orientale, è quello che invece ha criticità che arrivano anche ad oltre un anno fa. Sui 24 mesi, invece, sono evidenti ancora gli strascichi della siccità iniziata nel 2024.
  • Percentuale di aree agricole interessate da siccità severo-estrema: un incremento dei valori ha interessato praticamente tutte le principali colture italiane, con valori oltre il 30% per quanto riguarda i prati-pascoli.
  • Percentuale di popolazione esposta a siccità: anche escludendo siccità lievi, la popolazione interessata dal fenomeno va dal 20 al 30% circa, in particolare sul brevissimo, breve e medio periodo (SPI1, SPI3 e SPI6).

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Indice SPI (Standardized Precipitation Index)

Indice Pluviometrico SPI

Indice scelto a livello internazionale, attraverso la “Dichiarazione di Lincoln”, per l’identificazione di siccità meteorologiche (SPI 3 mesi).

Basato sulla sola precipitazione cumulata mensile (McKee et al., 1993), quantifica un deficit o surplus di pioggia rispetto ai valori medi, a diverse scale temporali (usualmente 1, 3, 6, 12, 24 e 48 mesi), consentendo la determinazione delle diverse tipologie di siccità, dalla meteorologica, all’agricola all’idrologica.

Le serie di pioggia (almeno 30 anni) vengono adattate in una distribuzione gamma, successivamente trasformata in un distribuzione normale, con media zero e deviazione standard pari a 1.
Tale standardizzazione permette il confronto fra diverse aree geografiche e climatiche.
Le equazioni da cui deriva lo SPI sono di seguito rappresentate:

dove H(x) è la probabilità cumulativa della pioggia x; c e d sono delle costanti.

La tabella seguente indica le classi di siccità o surplus in base ai valori dell’indice:

Legenda Indice SPI - 9 classi


Riferimenti bibliografici

McKee T.B., Doesken N. J., Kliest J. (1993). The relationship of drought frequency and duration to time scales. In Proceedings of the 8th Conference of Applied Climatology, 17-22 January, Anaheim, CA. American Meterological Society, Boston, MA. 179-184.

Guttman, N. B. (1999). Accepting the Standandardized Precipitation Index: a calculation algorithm. J. Amer. Water Resour. Assoc., 35 (2), 311-322.

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Le mappe di SPI di Settembre evidenziano un inasprimento delle condizioni di siccità di breve-medio termine (1, 3 e 6 mesi) soprattutto al sud, in particolare sul versante tirrenico e delle isole maggiori. Deficit di pioggia diffuso anche in diverse regione del nord, con i valori più estremi fra Piemonte, Valle d’Aosta, Trentino-Alto adige e zone montane di Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Sul lungo periodo (12 mesi) buona parte del nord Italia è interessato da siccità, con minori zone sparse anche lungo il resto della penisola. Rispetto ai 24 mesi è evidente un nucleo persistente di siccità sulle Alpi orientali e in alcune regioni meridionali, in particolare Campania e Calabria.

Anomalie LST (Land Surface Temperature)

LST - Land Surface Temperature

La Land Surface Temperature – LST o temperatura superficiale è una Variabile Climatica Essenziale derivata da osservazioni satellitari e descrive processi quali gli scambi di energia e acqua fra l’atmosfera le superfici, sia che si tratti di terreni nudi, parte sommitale delle chiome di un bosco o di una coltura, strade o tetti di edifici, specchi d’acqua o fiumi, superfici innevate, ecc. 

Le anomalie di temperatura superficiale (LST) di Settembre proseguono i valori fortemente positivi dei mesi estivi lungo tutta la penisola, con punte oltre i +4°C su Sardegna, Piemonte, Marche e Appennino abruzzese e campano.
Mappa anomalie LST - Settembre 2026
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Anomalie VPD (Vapor Pressure Deficit)

VPD - Vapor Pressure Deficit

Il VPD – Vapor Pressure Deficit è una misura di quanto è secca (alto VPD) o umida (basso VPD) l’aria. Il protrarsi nel tempo di alti valori di VPD o anomalie positive rispetto ai valori medi, soprattutto nei mesi più caldi, possono essere un indice di siccità e possono influire sull’evapotraspirazione e sulla richiesta idrica delle piante e quindi sulla produzione agricola, nonché sulla evaporazione dalle acque libere come laghi, bacini e fiumi.

Le alte temperature di settembre si sono riflesse anche sul VPD. Sulle regioni centro-meridionali, in particolare, le anomalie sono state positive per quasi tutto il mese, con i valori più alti fra il 3 e il 7 Settembre, in corrispondenza dell’ultima ondata di caldo.
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Indice VCI (Vegetation Condition Index)

VCI - Vegetation Condition Index






dove NDVIi, NDVImin, e NDVImax sono rispettivamente l’ultima immagine NDVI disponibile ed i valori minimo e massimo assoluti lungo la serie temporale, riferiti allo stesso periodo.

Nonostante l’NDVI sia calcolato per tutto l’anno, durante il periodo autunno-invernale le immagini satellitari sono più influenzate dalla maggiore copertura nuvolosa che contraddistingue questi mesi più freddi.

Il dataset degli indici di vegetazione (DOI: 10.5067/MODIS/MOD13Q1.006) utilizzato per il calcolo del VCI e dell’E-VCI proviene dall’elaborazione delle immagini dello strumento MODIS (Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer) del satellite Terra (EOS AM-1).


Riferimenti Bibliografici

Kogan, F. N. (1995). Application of vegetation index and brightness temperature for drought detection. Advances in Space Research. 15, 91-100.

Il VCI nel periodo 6-21 Settembre, riferito alla sola componente forestale, mostra condizioni della vegetazione nel complesso normali o favorevoli al centro-sud, isole e buona parte delle regioni alpine e prealpine orientali. Segnali di stress di varia intensità sono più evidenti dalla Liguria occidentale a tutta la zona alpina e prealpina piemontese, valdostana e lombarda. qualche altra area sparsa è visibile fra basso Lazio e Campania, Puglia meridionale, Calabria e Sicilia settentrionale.
Indice di vegetazione VCI - 6-21 Settembre 2026
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