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Bollettini Italia

A livello globale, questo primo mese del 2024 è stato il Gennaio più caldo registrato, con un’anomalia di +1,66°C rispetto al periodo pre industriale 1850-1900 e anche gli ultimi 12 mesi sono stati i più caldi rispetto allo stesso periodo di riferimento, con un’anomalia di 1,52°C. A livello europeo le temperature di Gennaio sono state più alte della norma eccetto che per i Paesi più a nord come la Scandinavia che invece ha fatto registrare anomalie nettamente negative. Grazie alle temperature che continuano nei mesi a mantenersi sopra la media, anche la richiesta evaporativa dell’atmosfera risulta elevata, come dimostra la mappa delle anomalie dell’indice ESI, che ben delinea la situazione non solo italiana, ma anche di altre zone europee, fra cui spiccano il sudest della Spagna, i Pirenei e la Bulgaria. Le piogge sono state superiori alla media su buona parte dell’Europa, eccetto che nel sud del Regno Unito, Irlanda, buona parte della Scandinavia, Francia centro-meridionale, est del Balcani, sud e nord della Spagna, Alpi occidentali e alcune zone dell’Italia centro-meridionale. Se però si considera la pioggia caduta negli ultimi 24 mesi la percentuale di territorio affetto da siccità severo-estrema si estende (vedi mappa). La Sicilia è la regione che presenta la situazione più grave, tanto che il 9Febbraio è stato dichiarato lo “stato di calamità naturale da siccità severa per l’intero territorio regionale”.
  • La neve caduta fino a metà Gennaio, in termini di Equivalente Idrico Nivale, risulta il 40% circa inferiore alla media 2011-2022, anche se leggermente superiore allo scorso anno. Le Alpi orientali sono quelle che presentano il deficit minore, con -26% (CIMA Foundation).
  • I grandi laghi del nord Italia, al 14 Febbraio, mostrano tutti una netta impennata dovuta alle precipitazioni dei giorni precedenti e mantengono valori al di sopra dei valori medi di riempimento rispetto al massimo valore d’invaso disponibile (volume è compreso tra il limite minimo e il limite massimo dell’attività di regolazione delle acque) eccetto il Lago d’Iseo che rimane comunque sotto media. Preoccupante è la situazione dei bacini del sud e soprattutto delle isole maggiori che risentono delle scarse precipitazioni autunno-invernali e delle anomalie termiche positive facendo registrare decrementi significativi rispetto allo scorso anno: -40% in Basilicata, -44% in Puglia, -50% in Sardegna (ANBI). Ma il fenomeno si sta spostando anche al centro.
  • I livelli del Po prima del picco dovuto alla perturbazione del secondo fine settimana di Febbraio presentavano comunque livelli superiori all’analogo periodo del 2023.
  • Come per i mesi precedenti, le acque sotterranee, a fine Gennaio mostravano una situazione pressochè invariata sia in Piemonte, dove in alcuni punti di misura segnano valori in discesa (ARPA Piemonte), che in Veneto dove nel veronese i valori sono ancora bassi (ARPA Veneto).
  • La produzione di energia idroelettrica nelle regioni settentrionali della penisola è ancora nettamente superiore rispetto agli omologhi periodi del 2022 e 2023.
Previsioni per i prossimi mesi
Per quanto riguarda le temperature dell’aria del trimestre Marzo-Maggio, i dati d’insieme dei maggiori centri europei per le previsioni a medio termine indicano valori sopra la media su quasi tutta Europa (eccetto la zona scandinava a Marzo) con una probabilità crescente man mano che si passa dai Paesi settentrionali al Mediterraneo. Le temperature superficiali del Mar Mediterraneo e dell’Atlantico settentrionale continuano a dare un segnale di valori superiori alla media per tutto il trimestre, con una probabilità dal 70 al 100%. Per quanto riguarda le piogge, il trimestre potrebbe risultare per lo più nella norma sul comparto mediterraneo, e con una probabilità del 40-50% di precipitazioni superiori alla media sull’Europa orientale e Spagna occidentale in particolare a Marzo.
A livello globale il 2023 è risultato in assoluto l’anno più caldo rispetto all’epoca pre-industriale (1850-1900), con un’anomalia media di quasi +1,5°C, e due giorni che, a Novembre, per la prima volta hanno superato i 2°C. In Europa 11 mesi su 12 sono risultati più caldi della norma. In Italia, questo appena trascorso è stato il secondo anno più caldo dal 1800, con un’anomalia di +1,12°C rispetto al periodo 1991-2020, a soli 0,04°C dal più caldo 2022 (ISAC-CNR). Circa il 10% del territorio nazionale dei Paesi dell’Europa mediterranea occidentale è ancora interessato dalla siccità severo-estrema che si è accumulata negli ultimi 24 mesi, e valori anche superiori si registrano in Grecia e nei Paesi più a est.
  • I grandi laghi, al 2 Gennaio 2024, mostrano tutti valori al di sopra dei valori medi di riempimento rispetto al massimo valore d’invaso disponibile (volume è compreso tra il limite minimo e il limite massimo dell’attività di regolazione delle acque).
  • Il Po, alla stazione di misura di Pontelagoscuro, mostra il picco legato alle precipitazioni di inizio Dicembre e chiude il mese con circa 40cm in più rispetto a fine 2022.
  • La situazione in Sardegna e Sicilia: a fine mese i livelli degli invasi sardi era al di sotto di quello del 2022 e, complessivamente, risultavano pieni per circa il 50% (Autorità di Bacino Sardegna); come conseguenza, nella seconda settimana di Gennaio il Consorzio di Bonifica della Sardegna Centrale ha vietato l’uso irriguo dell’acqua. In Sicilia la siccità e le alte temperature hanno costretto diversi comuni al razionamento dell’acqua.
  • Per quanto riguarda le acque sotterranee, a fine Dicembre in Piemonte i livelli di soggiacenza si attestavano al di sotto dei valori medi mensili, con tendenza alla stazionarietà o in diminuzione (ARPA Piemonte). In Veneto i livelli risultano in calo, anche se entro la media quasi ovunque; persistono i valori sotto media nell’alta pianura veronese (ARPA Veneto).
  • I valori di produzione di energia idroelettrica nelle regioni settentrionali della penisola nell’ultima settimana del 2023 risultano essere i più alti dal 2016.
Previsioni per i prossimi mesi
Per quanto riguarda le temperature dell’aria del trimestre Febbraio-Aprile, i dati d’insieme dei maggiori centri europei per le previsioni a medio termine indicano valori sopra la media sull’Europa centro-meridionale, con una probabilità crescente (40-70%) lungo l’asse latitudinale nord-sud. Anche le temperature superficiali del Mediterraneo risultano superiori alla media per tutto il trimestre, con una probabilità dal 70 al 100%. Per quanto riguarda le piogge, il trimestre risulta avere una tendenza dall’umido a livelli normali. In particolare Febbraio potrebbe risultare, con una probabilità del 40-50%, più piovoso della media su buona parte dell’Italia.
A livello globale, questo è risultato il Novembre più caldo (+0.85°C) rispetto alla media dell’ultimo trentennio 1991-2020 e ad oggi, più di 1/3 dei giorni del 2023 sono stati al di sopra di +1.5°C di anomalia rispetto al periodo preindustriale 1850-1900 (vedi figura), con picchi al di sopra di +2°C. L’Autunno (Settembre-Novembre) europeo, invece, si classifica al 2° posto a soli 0.03°C di distanza dal più caldo 2020 (+1.46°C). Il deficit di pioggia accumulato negli ultimi 24 mesi interessa ancora percentuali più o meno ampie di territori nazionali europei, così come l’anomalia di richiesta evapotraspirativa degli ultimi 3 mesi mostra condizioni di stress soprattutto sul bacino del Mediterraneo centro-occidentale e i Paesi che si affacciano sul Mar Nero. I grandi laghi, al 6 Dicembre, mostrano valori al di sopra dei valori medi di riempimento rispetto al massimo valore d’invaso disponibile (volume è compreso tra il limite minimo e il limite massimo dell’attività di regolazione delle acque). Da segnalare come la diga di Ridracoli (FC), che lo scorso anno a Novembre aveva un volume d’invaso inferiore ai 10 milioni di m3, ha chiuso lo stesso mese con valori pressochè doppi(https://www.ridracoli.it/). I livelli del Po presentano forti oscillazioni legate alle precipitazioni occorse soprattutto nella prima parte di Novembre. Per quanto riguarda le acque sotterranee, a fine Novembre la situazione risultava pressochè invariata rispetto a Ottobre in Piemonte, dove alcuni punti di misura segnano ancora valori inferiori alla media (ARPA Piemonte); in Veneto le piogge abbondanti a cavallo fra Ottobre e Novembre hanno dato una spinta alla ricarica che ha riportato i valori nella media del periodo, eccetto per alcune zone dell’alta pianura veronese dove comunque i valori sono al di sopra di quelli dello scorso anno (ARPA Veneto). La produzione di energia idroelettrica nelle regioni settentrionali della penisola è in netta crescita, con i valori che, nella prima settimana di Novembre superano quelli dell’anno con la maggiore produzione degli ultimi quattro.
Previsioni per i prossimi mesi
Per quanto riguarda le temperature dell’aria del trimestre Gennaio-Marzo, i dati d’insieme dei maggiori centri europei per le previsioni a medio termine indicano valori sopra la media su tutta Europa con una probabilità crescente passando dai Paesi scandinavi al Mediterraneo. Le temperature superficiali del Mar Mediterraneo e dell’Atlantico settentrionale risultano superiori alla media per tutto il trimestre, con una probabilità dal 70 al 100%. Per quanto riguarda le piogge, il trimestre potrebbe risultare per lo più nella norma sul comparto mediterraneo, e con una probabilità del 40-60% di precipitazioni superiori alla media sull’Europa centro-orientale.
A livello globale, questo è stato l’Ottobre più caldo dal 1979 e il secondo mese in assoluto con l’anomalia maggiore (+0.85°C) dopo lo scorso Settembre (+0.93°C) (vedi grafici). A livello europeo, da inizio anno, le temperature si sono mantenute sempre sopra la media. Anche le temperature superficiali del mare continuano ad essere le più alte dagli anni ’70. Il trimestre Agosto-Ottobre, a livello europeo, si è mantenuto ancora secco nel settore orientale e sul Mediterraneo, in particolare in Italia centro-sud anche se l’elevata evaporazione dovuta ai valori termici elevati dell’aria e dei mari hanno incrementato l’umidità atmosferica, aumentando la probabilità di formazione di fenomeni precipitativi intensi, come quelli che hanno  determinato l’alluvione in Toscana nei primi giorni di Novembre. I grandi laghi chiudono anche questo mese nella norma o al di sopra dei valori medi di riempimento rispetto al massimo valore d’invaso disponibile (volume è compreso tra il limite minimo e il limite massimo dell’attività di regolazione delle acque). I livelli del Po, in discesa per buona parte di Ottobre, sono tornati a crescere notevolmente nella terza decade del mese, fino ad arrivare a sfiorare il livello di attenzione il 6 Novembre, a seguito delle piogge dei giorni precedenti. Per quanto riguarda le acque sotterranee, a fine Ottobre la situazione risultava pressochè invariata rispetto a Settembre in Piemonte (ARPA Piemonte), mentre in Veneto c’è una generale lenta ricarica, anche se ancora inferiore ai valori soliti del periodo (ARPA Veneto). La produzione di energia idroelettrica nelle regioni settentrionali della penisola è in netta crescita, con i valori che, nella prima settimana di Novembre superano quelli dell’anno con la maggiore produzione degli ultimi 4.
Previsioni per i prossimi mesi
Per quanto riguarda le temperature dell’aria del trimestre Dicembre-Febbraio, i dati d’insieme dei maggiori centri europei per le previsioni a medio termine indicano valori sopra la media su tutta Europa, ma in particolare sul Mediterraneo, con una probabilità del 60-100%. Le temperature superficiali del Mar Mediterraneo e dell’Atlantico settentrionale risultano superiori alla media per tutto il trimestre, con una probabilità dal 70 al 100%. Per quanto riguarda le piogge, il trimestre potrebbe risultare per lo più nella norma sul comparto mediterraneo centro-occidentale, e con una probabilità del 40-50% di precipitazioni superiori alla media sull’Europa centro-orientale.
Impatti nel resto del mondo
La siccità e le alte temperature di questi mesi hanno delle ripercussioni su diverse attività antropiche e sugli ecosistemi. Di seguito alcuni dei maggiori impatti segnalati a livello globale: (Clicca qui per vedere la mappa interattiva)
Anche Settembre è stato un mese da record a livello globale, risultando il più caldo, con +0.93°C rispetto alla media 1991-2020. A livello europeo è stato addirittura 2.51°C più caldo della norma. Anche le temperature superficiali del mare sono state eccezionali, designando questo settembre come il secondo più caldo di tutti i mesi dopo Agosto 2023. Per quanto riguarda le piogge, a livello europeo questo trimestre è stato particolarmente secco per l’Italia, la Svizzera, la Francia e la Grecia, ma anche per molti Paesi dell’est Europa. Nonostante ciò, il Mediterraneo occidentale e orientale è stato interessato da fenomeni estremi di particolare intensità, fra cui le alluvioni in Grecia e il ciclone in Libia che ha provocato migliaia di vittime a causa del cedimento della diga a monte della città di Derna. In Italia, grazie alle perturbazioni occorse negli ultimi giorni di Agosto e della terza decade di Settembre, i grandi laghi hanno chiuso il mese al di sopra dei valori medi di riempimento rispetto al massimo valore d’invaso disponibile (volume è compreso tra il limite minimo e il limite massimo dell’attività di regolazione delle acque), anche se sono poi tornati a scendere in queste prime settimane di Ottobre. I livelli del Po mostrano anch’essi dei picchi in corrispondenza dei periodi con le principali perturbazioni, ma si attestano su valori più alti rispetto all’omologo periodo del 2022. Per quanto riguarda le acque sotterranee, permangono valori sotto i minimi storici in alcune zone dell’alta pianura veronese (ARPA Veneto), così come nelle zone meridionali del Piemonte (ARPA Piemonte). La produzione di energia idroelettrica si mantiene a livelli nettamente superiori rispetto agli ultimi due anni.
Previsioni per i prossimi mesi
Per quanto riguarda le temperature dell’aria del trimestre Novembre-Gennaio, i dati d’insieme dei maggiori centri europei per le previsioni a medio termine indicano valori sopra la media su tutta Europa, ma in particolare sul Mediterraneo, con una probabilità dal 60-70% per Novembre al 40-50% per Gennaio. Le temperature superficiali del Mar Mediterraneo e dell’Atlantico settentrionale risultano superiori alla media per tutto il trimestre, con una probabilità dal 70 al 100%. Per quanto riguarda le piogge, il trimestre potrebbe risultare nella norma, con una maggiore probabilità di precipitazioni superiori alla media a Novembre e Gennaio in diverse zone dell’Europa, compresa l’Italia.
Impatti nel resto del mondo
La siccità e le alte temperature di questi mesi hanno delle ripercussioni su diverse attività antropiche e sugli ecosistemi. Di seguito alcuni dei maggiori impatti segnalati a livello globale: (Clicca qui per vedere la mappa interattiva)
Temperature sopra la media, ondate di calore e precipitazioni intense sono state le caratteristiche che hanno segnato anche questo Agosto in diverse parti del pianeta. A livello globale questo è stato l’Agosto più caldo dal 1940 e il 2° mese più caldo, dopo Luglio 2023. In Europa il trimestre estivo è stato il 5° più caldo, con +0.83°C. Lo zero termico sulle Alpi è arrivato oltre i 5000 m nella terza decade di agosto e nella prima settimana di settembre. I Paesi che si affacciano sul Mediterraneo e parte di quelli orientali continuano ad essere affetti da un deficit di pioggia che risale almeno a 12 mesi fa. Nubifragi e grandinate hanno interessato non solo diverse regioni dell’Italia, ma anche la Turchia, la Slovenia, le isole Baleari, la Germania, la Norvegia, accompagnate spesso da esondazioni e frane. In Italia, grazie alle perturbazioni occorse negli ultimi giorni del mese, i grandi laghi hanno in pochissimi giorni recuperato e superato i livelli medi del periodo, in particolare il lago Maggiore e il lago di Como, che avevano raggiunto una percentuale di riempimento rispetto al massimo valori d’invaso disponibile (volume è compreso tra il limite minimo e il limite massimo dell’attività di regolazione delle acque) molto bassa. I livelli del Po nelle prime due decadi del mese sono stati in continua riduzione e al 20 Agosto era di poco sotto le condizioni di portata tipiche del periodo. Con le perturbazioni di fine mese ha avuto una rapida impennata, che però è andata riducendosi nei giorni successivi. Per quanto riguarda le acque sotterranee, in diverse zone venete e friulane permangono ancora situazioni di stress. La produzione di energia idroelettrica si mantiene a livelli nettamente superiori rispetto allo scorso anno.
Previsioni per i prossimi mesi
Per quanto riguarda le temperature dell’aria del trimestre Ottobre-Dicembre, il centro europeo per le previsioni a medio termine ECMWF indica valori sopra la media su tutta Europa, con una probabilità più elevata in particolare per Ottobre e Novembre. Le temperature superficiali del Mar Mediterraneo risultano superiori alla media per tutto il trimestre. Per quanto riguarda le piogge, il trimestre potrebbe risultare nella norma, con una maggiore probabilità di precipitazioni superiori alla media a Dicembre nel nord Italia e sulle zone adriatiche.
Impatti nel resto del mondo
La siccità e le alte temperature di questi mesi hanno delle ripercussioni su diverse attività antropiche e sugli ecosistemi. Di seguito alcuni dei maggiori impatti segnalati a livello globale: (Clicca qui per vedere la mappa interattiva)  
A livello globale, questo Luglio è stato il più caldo di sempre. Gli eventi estremi sono stati la caratteristica anche di questo mese appena trascorso. Intense ondate di calore hanno interessato l’emisfero settentrionale, causando danni all’ambiente (incendi hanno devastato diverse zone, dal Canada al Mediterraneo, in particolare Algeria, Grecia, Italia e Spagna) e alla salute umana. Per quanto riguarda le piogge mensili, l’Europa è stata divisa in due, con valori sopra la media nelle regioni settentrionali, Mar Nero e Ukraina, mentre condizioni più secche hanno interessato il Mediterraneo, in particolare le zone sud-orientali e l’Italia centro-meridionale. In riferimento ai cumulati di medio e lungo termine, invece, gli ultimi 3 mesi sono stati caratterizzati da un deficit che ha interessato la porzione centro-orientale e settentrionale del continente, mentre se si va indietro fino a 24 mesi, sono ancora i Paesi centro-occidentali e orientali ad avere porzioni di territorio affette da siccità severo-estrema (vedi mappa interattiva). Anche la temperatura superficiale del mare (SST-Sea Surface Temperature) ha visto anomalie importanti sul Mediterraneo, con valori anche di 4-5 °C sopra la media sul settore occidentale, e diverse “marine heatwaves” (ondate di calore marino), come si evince dai dati del Copernicus Marine Service Information. In Italia, le riserve idriche superficiali presentano valori diversificati a seconda della zona. Al Nord i maggiori problemi sono concentrati sul lago Maggiore e lago di Como, meglio quelli orientali come Garda e Iseo. Al Centro-sud la situazione è generalmente migliore, salvo casi come quello del Trasimeno. Gli invasi del sud risultano in calo per via dell’utilizzo irriguo, ma mantengono comunque livelli buoni. Ai primi di Agosto il Po, risultava con portata inferiore alla media nel tratto piemontese e dimezzata a Piacenza (Fonte ANBI), mentre alla sezione di Pontelagoscuro (FE) l’altezza si aggira attorno ai -6m, circa 1m in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Dal punto di vista delle produzione idroelettrica, il Nord presenta valori nettamente superiori al 2022.
Previsioni per i prossimi mesi
Per quanto riguarda le temperature dell’aria del trimestre Settembre-Novembre, il centro europeo per le previsioni a medio termine ECMWF indica valori sopra la media praticamente su tutta Europa. Stessa cosa vale anche per le temperature superficiali del Mar Mediterraneo. Per quanto riguarda le piogge, il trimestre potrebbe risultare, con una probabilità fra il 40 e il 70%, più piovoso del normale soprattutto sui Paesi mediterranei, in particolare Italia centro-sud, Balcani e Grecia.
A fine Giugno la siccità di lungo periodo (24 mesi) a livello europeo, continua a non mollare la presa soprattutto sulle aree occidentali mediterranee e ad est, mentre la Scandinavia, ed in particolare la Svezia, è alle prese con un forte deficit di pioggia negli ultimi 3 mesi, Aprile-Giugno, che sta colpendo oltre la metà del territorio.   In Italia le piogge degli ultimi due mesi hanno riportato i valori di pioggia nella norma rispetto ai cumulati di breve e medio termine (3-6 mesi), ma ci sono ancora zone in cui il deficit di lungo periodo persiste.   Le temperature del mare del 2023 risultano essere state quasi sempre sopra la media (così come gli ultimi 3 anni), ma a partire dalla seconda decade di Luglio stanno avendo un’impennata particolarmente forte, con anomalie che hanno raggiunto anche oltre i 4°C in alcune zone. Questo riscaldamento ha un forte impatto sull’aumento del contenuto di vapor acqueo dell’atmosfera che a sua volta può favorire l’innescarsi di fenomeni precipitativi anche molto intensi.   La riserva idrica nei grandi laghi e bacini del nord fra metà Maggio e metà Giugno è tornata ai valori medi (se non superiori per il Maggiore e l’Iseo), salvo ridiscendere nuovamente nella seconda metà di Giugno anche per l’aumento di richiesta di utilizzo della risorsa a fini irrigui. Fa eccezione il lago di Garda che per ora si mantiene intorno a valori normali, con una percentuale di riempimento rispetto al massimo valori d’invaso disponibile (volume è compreso tra il limite minimo e il limite massimo dell’attività di regolazione delle acque) intorno al 70%.   Anche il Po segue un andamento simile. Dopo il picco fra Maggio e i primi giorni di Giugno, i livelli sono tornati a scendere. Tuttavia il livello di criticità risulta in generale  “basso con precipitazioni”, anche se con alcune criticità nell’Alessandrino e Cuneese, Emilia Occidentale e nel Delta (fonte: Osservatorio permanete sugli utilizzi idrici del Distretto idrografico del Po), dove la risalita del mare nell’interno risulta essere di 20km.   La produzione del settore idroelettrico nel Nord Italia continua a mantenere valori nettamente superiori allo scorso anno e molto simili, nella settimana 10-17 Luglio, a quello del 2021 (Fonte: ENTSO-E).   Previsioni per i prossimi mesi: Per quanto riguarda le temperature del trimestre Agosto-Ottobre, i centri meteorologici europei sono pressoché concordi nell’indicare valori sopra la media su tutta Europa e in Italia.   Per quanto riguarda le piogge, il trimestre dovrebbe essere più piovoso della media in particolare nel settore Mediterraneo centro-occidentale. Anche l’Italia nel complesso risulta quindi interessata al fenomeno.   Anche le temperature del mare Mediterraneo e Atlantico (in particolare il settore centro-settentrionale) risultano superiori alla media, soprattutto ad Agosto e Settembre.  
A fine Maggio la siccità di lungo periodo, a livello europeo, continua a non mollare la presa soprattutto sulle aree occidentali mediterranee e ad est.   In diverse zone dell’Europa sud-occidentale, infatti, persiste una siccità che si può far risalire a quasi due anni, nonostante le piogge di Maggio (in alcuni casi anche alluvionali) abbiano ridotto i deficit accumulati sul breve e medio periodo. In Spagna, ad esempio, Maggio si è chiuso con cumulati di pioggia nella media se non superiori in alcune aree, ma la riserva idrica media ha continuato ad essere inferiore al 50% (vedi immagine).   Anche in Italia le piogge, anche sopra la media, sono state benefiche (lì dove non sono state ovviamente “distruttive”, come nel caso degli alluvioni dell’Emilia Romagna).   Questo ha sicuramente incrementato la riserva idrica nei grandi laghi e bacini del nord, portando i valori quasi al valore massimo di invaso nel Lago Maggiore e d’Iseo e le altezze idrometriche finalmente sopra i valori medi del periodo, eccetto il Garda, che però si sta lentamente “mettendo in pari”.   Anche i livelli del Po, dopo mesi di stagnazione ben al di sotto dei valori medi, sono risaliti lungo l’intera asta, in particolare nella seconda metà del mese (con oscillazioni anche elevate dovute agli eventi di pioggia più intensi).   In Piemonte anche i livelli delle falde stanno aumentando, anche se i livelli di soggiacenza delle acque sotterranee (la distanza tra il piano campagna e il livello dell’acqua di falda) permangono ampi (Fonte: ARPA Piemonte).   Le precipitazioni di Maggio sono state anche a carattere nevoso e hanno ridotto il deficit da -64% di Marzo a -49% dei primi giorni di Giugno rispetto al periodo di riferimento 2011-2021 (Fonte: CIMA Foundation). Neve che però non è stata omogenea e si è concentrata specialmente sul settore occidentale delle Alpi.   Infine, anche il settore idroelettrico nel Nord Italia continua a mantenere valori di produzione superiori allo scorso anno, il peggiore dal 2016 (Fonte: ENTSO-E).   Previsioni per i prossimi mesi: Per quanto riguarda le temperature del trimestre Luglio-Settembre, i centri meteorologici europei sono pressoché concordi nell’indicare valori sopra la media su tutta Europa. In Italia, queste anomalie potrebbero essere più sentite sul settore settentrionale ed in particolare ad Agosto (con una probabilità fra il 50% e il 60%).   Per quanto riguarda le piogge, il trimestre dovrebbe essere più piovoso della media in particolare nel settore Mediterraneo e dell’Europa occidentale. In Italia, tali precipitazioni dovrebbero interessare in particolare Luglio ed Agosto, mentre a Settembre dovrebbero essere nella norma.   E’ da tener presente, però, che i mesi estivi sono caratterizzati di per sè da scarse precipitazioni.  
La situazione europea a fine Aprile mostra ancora una buona fetta dei territori orientali affetti da deficit di pioggia di lungo periodo, ma emerge in maniera evidente un ancora più forte problema nelle regioni occidentali, in particolare in Spagna, dove il 38% circa del territorio è colpito da una lunga siccità dovuta non solo alle scarsissime precipitazioni, ma anche a temperature record. Nelle zone centro-meridionali della penisola Iberica, ad esempio, nell’ultima settimana di Aprile si sono registrati valori fino a quasi 39°C, record assoluto in tutta Europa per il mese di Aprile. E anche la Francia sta risentendo della prolungate condizioni di siccità: il servizio geologico nazionale francese ha indicato che ad Aprile il 75% delle risorse idriche sotterranee aveva dei livelli da moderatamente a molto bassi. In Italia, i livelli dei grandi laghi del Nord erano preoccupanti fino al 20 Aprile, quando hanno cominciato una lenta risalita che, al 10 Maggio, ha portato il Maggiore, il Como e l’Iseo a valori sopra la media, mentre rimane ancora basso il livello di riempimento del Garda, fermo al 48,6% del riempimento. Dopo le piogge di fine mese, e soprattutto l’evento di inizio Maggio, il Po ha visto un picco di portata lungo tutta la sua asta, da ovest a est, che si è quasi esaurita nel giro di qualche giorno anche se non ai livelli di fine Aprile, comunque a valori inferiori al periodo. La produzione di energia idroelettrica an Nord Italia è in risalita rispetto allo scorso anno ed anche al 2021, secondo anno peggiore dal 2016. Le piogge dei primi giorni di Maggio, lì dove non sono state estreme, e quelle previste fino almeno a metà del mese, dovrebbero apportare benefici in primis all’agricoltura, aumentando l’umidità del suolo e rimpinguando le riserve idriche superficiali.   Previsioni per i prossimi mesi: Per quanto riguarda le temperature del trimestre estivo Giugno-Agosto, i centri meteorologici europei sono pressochè concordi nell’indicare valori sopra la media su tutta Europa, in particolare nel settore centro-occidentale e Mediterraneo, con una probabilità che sale fra il 60% e il 100%. Per quanto riguarda le piogge, il trimestre dovrebbe essere più piovoso della media in particolare nel settore Mediterraneo e dell’Europa occidentale. Si deve tener conto, però, che si tratta comunque della stagione estiva che è caratterizzata di per sè da scarse precipitazioni.
A fine Marzo i Paesi dell’Europa sud-occidentale e dell’est continuano ad essere i più colpiti dalla siccità che ormai dura da quasi 2 anni. Una siccità che, secondo le definizioni internazionali legate a durata e tipologia degli impatti, può essere indicata come idrologica e socio-economica. In Italia i grandi laghi nella prima decade di Aprile sono fermi fra il 23% del Lago di Como al 44% circa dei laghi Maggiore e Idro, con il Garda che continua ad essere quello con i valori più prossimi ai minimi storici del periodo. La portata del Po è inferiore alla media praticamente lungo tutta l’asta con livelli da severo a estremi (vedi grafico dell’Autorità di Bacino Distrettuale del Po) ed a Pontelagoscuro si sono superati i valori sotto i quali il fiume ha difficoltà a respingere l’ingresso del mare. Anche molti degli affluenti del Po ed il Piave chiudono il mese con valori di portata negativi rispetto alle medie. Per quanto riguarda la neve, al 23 Marzo i valori dell’indice di equivalente idrico nivale relativi al bacino del Po erano appena superiori a quelli della scorsa stagione 2021-2022 (dati CIMA Foundation), ma comunque ben al di sotto del 50% della media. In Piemonte, la regione più colpita da questa siccità, i livelli delle falde superficiali monitorate da ARPA sono in una situazione di criticità quasi tutte da almeno un anno. Infine, i valori di energia idroelettrica stoccata dalle centrali del nord continuano ad essere fra i più bassi dal 2016, anche se nelle settimane di Marzo si è avuta una leggera flessione verso l’alto rispetto ai corrispondenti valori del 2022 (dati ENTSO-E).   Previsioni per i prossimi mesi: Per quanto riguarda le temperature del trimestre Maggio-Luglio, quasi tutti i centri meteorologici europei sono concordi nell’indicare, con una probabilità fra il 50 e il 60%, valori sopra la media su tutta Europa. Al Nord Italia tale percentuale sale fino al 70%. Per quanto riguarda le piogge, il segnale indica valori che dovrebbero essere nella norma, considerando, però, che l’ultimo mese per avere precipitazioni quantitativamente “utili” è Maggio.  
A Febbraio le condizioni di siccità sono ancora intense su diversi Paesi europei. Oltre al deficit di pioggia, le anomalie di umidità del suolo a fine mese (mappa e grafici: IRPI-CNR) interessavano non solo la Pianura Padana e diverse regioni del sud Italia, ma anche vaste aree di Spagna, Francia e persino sud Gran Bretagna, con valori ben al di sotto di quelli dello scorso anno. Lo scarso manto nevoso accumulato in questo inverno 2022-2023 sulle Alpi, sommato all’altrettanto scarsa stagione 2021-2022, influisce sia sui livelli del Po, rimasti al di sotto del 2022 e in diversi punti anche rispetto al minimo storico (dati ANBI), che sulle portate del Reno uno dei maggiori fiumi nord-europei, che nasce dalle Alpi svizzere ed arriva nei Paesi Bassi. Anche il bacino del Rodano, che attinge acqua dalle Alpi occidentali, presentava una superficie di innevamento ridottissima.
Previsioni per i prossimi mesi: Per quanto riguarda le temperature del trimestre Aprile-Giugno, diversi centri meteorologici europei indicano, con una probabilità fra il 40 e il 60%, valori sopra la media, non solo sull’Italia, ma anche su altre zone europee. Il che non vuol dire che durante l’intero periodo si potrebbero avere anomalie positive. Per quanto riguarda le piogge in Italia, alcuni centri europei indicano valori nella norma, mentre altri centri mostrano un segnale positivo soprattutto nel centro-nord con una probabilità del 40-50%.
Il 2023 si apre sulla scia di oltre un anno di siccità e temperature record non solo in Italia, ma su diversi Paesi europei. A fine Gennaio la percentuale di territorio europeo interessato da deficit di pioggia severo-estremo è ancora presente, soprattutto ad est, così come lo stress dovuto all’evapotraspirazione che in Italia è ancora una volta particolarmente forte al nord-ovest e nella parte adriatica della Pianura Padana.

A causa delle scarse piogge e delle temperature sopra la media i grandi laghi e i maggiori fiumi del nord, compreso il Po che continua ad essere sotto i livelli dello stesso periodo dello scorso anno, sono ancora in sofferenza. La neve, caduta a fine mese dopo diverse settimane, non è sufficiente per raggiungere i valori medi del decennio 2011-2021 soprattutto sulle Alpi, mentre nelle regioni centrali il quantitativo è stato decisamente più importante dopo una quasi totale assenza a Dicembre (fonte: CIMA Foundation). Una scorta di neve fondamentale per rifornire di acqua fiumi e laghi nelle stagioni più caldi, ma che non è ancora sufficiente a colmare il deficit creato nella stagione precedente.

Previsioni per i prossimi mesi: Per quanto riguarda le temperature del trimestre Marzo-Maggio, la maggior parte dei centri meteorologici europei è concorde nell’indicare, con una probabilità fra il 40 e il 60%, valori sopra la media, non solo sull’Italia, ma anche su altre zone europee. Il che non deve comunque far pensare che durante questo periodo non ci possano essere ingressi di aria più fredda, ma che il trimestre potrebbe essere più caldo. Per quanto riguarda le piogge, invece, il segnale non è univoco, anche se nel complesso i valori dovrebbero essere nella norma.

 
Il 2022 appena concluso si è rivelato a tutti gli effetti un anno di estremi climatici. E’ stato infatti fra gli anni più caldi, se non il più caldo, per i Paesi centro-occidentali d’Europa e del Mediterraneo centrale, dove 9 mesi su 12 hanno fatto registrare anomalie positive e l’estate è stata la più calda. Anche dal punto di vista delle piogge una buona percentuale del territorio europeo è ancora affetto da siccità severo-estrema di lungo periodo (vedi mappa). In Italia, secondo i dati ISAC-CNR, il 2022 è stato il più siccitoso dal 1800 con un deficit, a chiusura del periodo, pari al 30%. Deficit che sale al 40% per il Nord, che ha visto 11 mesi su 12 di piogge sotto la media e solo Dicembre in media. Anche la stagione nevosa si mantiene al di sotto della media, ma soprattutto risulta inferiore alla stagione precedente. Le zone più interessate sono quelle appenniniche, dove il manto nevoso è limitato alle cime più alte. Bisogna quindi sperare in nevicate copiose e temperature in linea o inferiori ai valori medi nei restanti mesi invernali per poter allontanare lo spettro della siccità anche in questo 2023. Previsioni per i prossimi mesi: Per quanto riguarda le temperature del trimestre gennaio-marzo, la maggior parte dei centri meteorologici europei è concorde nell’indicare, con una probabilità fra il 40 e il 60%, dei valori sopra la media, non solo sull’Italia, ma anche su altre zone europee. Il che non deve far pensare che durante questo periodo non ci possano essere ingressi di aria fredda, ma che comunque il trimestre potrebbe essere più caldo. Per quanto riguarda le piogge, invece, il segnale non è univoco, anche se nel complesso i valori dovrebbero essere nella norma e una maggiore probabilità di pioggia si potrebbe avere fra Marzo e Aprile.
Le piogge, ancora troppo scarse e non distribuite, non hanno risollevato il deficit di pioggia che continua ad interessare delle fette importanti di diversi Paesi europei, dalla Spagna alla Bulgaria. In Italia il nord-ovest è la zona che soffre maggiormente. I grandi Laghi si sono attestati a valori inferiori al periodo, così come il Po e buona parte degli altri fiumi del centro-nord. E anche le falde sotterranee risentono della siccità prolungata. Di fatto è il meridione a beneficiare delle piogge di Novembre che sono andate ad aumentare ulteriormente i livelli degli invasi maggiori.
A livello europeo i dati relativi al deficit di pioggia di lungo periodo confermano ancora una situazione critica diffusa su molti Paesi, con una estensione più o meno importante. Per quanto riguarda l’Italia, anche Ottobre è stato un mese da record. Le temperature medie sono state le seconde più alte dal 1800, con un’anomalia nazionale di poco più di +2°C, mentre al nord l’anomalia positiva di oltre 3°C è stata la più alta. Le precipitazioni sono state nettamente sotto la media, con circa -45% a livello nazionale, e la siccità severo-estrema relativa al solo mese di Ottobre ha interessato la zona padana meridionale e buona parte del centro-Italia. Nonostante le piogge di settembre, inoltre, diverse aree del Nord rimangono in condizioni di deficit grave di lungo periodo, così come parte della Calabria. Il livello del Po rimane al di sotto della media e anche i grandi laghi sono abbondantemente al di sotto del 50% della loro capacità di invaso, eccetto il lago di Como che si attesta al 54%.  
A Settembre diverse perturbazioni hanno interessato parte dell’Europa, riducendo il deficit accumulato nei mesi. E le tanto agognate piogge si sono affacciate anche sul territorio italiano, anche se non in maniera omogenea e soprattutto “lasciando ancora all’asciutto” le zone più in sofferenza come il nord-ovest. E come era facile prevedere, oltre a non essere ancora risolutive del forte deficit idrico, tali precipitazioni si sono rivelate in alcuni casi molto intense e ancora più dannose, grazie anche ad un suolo secco e compatto ed una maggiore energia accumulata dal sistema climatico in questi mesi bollenti. Sta di fatto che a chiusura del mese, una siccità severo-estrema di lungo periodo risulta ancora presente su buona parte delle regioni settentrionali.
Agosto spesso è un mese caratterizzato da instabilità e temporali, ma quest’anno gli eventi sono stati decisamente più intensi del normale, grazie anche ad una temperatura superiore alla media che viene segnalata da diversi mesi, non solo sulla terraferma, ma anche sul mare, con valori che hanno superato abbondantemente i 30°C. I fenomeni temporaleschi che da Nord a Sud si sono abbattuti sull’Italia, non solo sono stati concentrati dal punto di vista spaziale e temporale, ma sono stati spesso accompagnati da venti forti e grandine. L’acqua caduta, quindi, pur avendo temporaneamente innalzato i livelli di alcuni fiumi e laghi, e ridotto il deficit sul brevissimo periodo, non è comunque sufficiente a sanare il quantitativo di pioggia mancante ormai da molti mesi. Inotre, le temperature che continuano ad essere sopra la media favoriscono l’evapotraspirazione. Anche il resto d’Europa continua ad essere sotto la morsa della siccità. Secondo uno studio dell’European Joint Research Center (JRC-EU) di Ispra infatti, questo risulta essere, per ora, l’anno peggiore degli ultimi 500 anni dal punto di vista di temperature e siccità, con quasi metà dei Paesi in “stato di allarme” (livello 2 di criticità su una scala di 3 categorie).
Il mese di Luglio è stato caratterizzato da diversi giorni consecutivi con temperature sopra la media sia di giorno che di notte, superando in diverse zone anche i 40°C. Le piogge sono state scarse o assenti, tranne che negli ultimi giorni in cui diversi temporali si sono abbattuti da nord a sud della penisola, spesso accompagnati da venti forti e grandinate. Queste forti andate di calore hanno inoltre interessato diversi altri Paesi europei, molti dei quali sono sottoposti, come l’Italia, a siccità prolungata (vedi mappa interattiva). Fra gli impatti più gravi certamente c’è l’intrusione marina nel Po che, al 25 Giugno, aveva superato i 36km a causa della scarsissima portata del fiume. A causa di tale risalita tutte le derivazioni corrispondenti sono state chiuse per evitare che l’acqua salata potesse essere distribuita nei canali irrigui che, per l’assenza di ricambio, sono diventati stagnanti ed hanno favorito la proliferazione delle micro-alghe al loro interno (vedi foto). L’assenza di acqua e la risalita del cuneo salino nei terreni, in particolare quelli prossimali ai rami del Po, sta causando il disseccamento delle colture.
Giugno si chiude con la siccità che si estende al centro-sud Italia, piogge scarse e spesso dannose perchè accompagnate da venti forti e grandine, e temperature record. Così come Maggio, infatti, a livello nazionale questo mese risulta essere il secondo più caldo, superato solo dal 2003. Se si considera il semestre Gennaio-Giugno, poi, il primato spetta proprio a questo 2022, con +0.76°C, che salgono a 1.07°C se si considera il Nord della penisola (Fonte ISAC-CNR). Il settore agricolo continua a soffrire, con il 40% delle superfici irrigate e le risaie che sono soggette a siccità severo-estrema non solo da inizio anno, ma da ben 12 mesi. Altro dato sconcertante è lo stato in cui versano i ghiacciai delle nostre Alpi. Il confronto fra le immagini della Marmolada in diverse estati (2011, 2020, 2021, 2022) è inequivocabile. Inoltre, fra il 2 e il 3 Luglio, in vetta alla “regina” delle Dolomiti è stata registrata una temperatura di 10°C che, sommata alle temperature più elevate del normale che hanno accompagnato questa annata disastrosa dal punto di vista climatico e le scarse precipitazioni nevose invernali (dal 50 al 70 % in meno rispetto alla scorsa stagione), hanno causato il tragico distacco di un seracco che ha portato con se diverse vite.