Bollettino Gennaio 2026

Siccità Estrema

Intensità massima rilevata per alcune regioni

Situazione Generale

Secondo i dati Copernicus, a livello globale questo Gennaio è stato il quinto più caldo dal 1979, nonostante l’anomalia sull’Europa sia stata fortemente negativa, con -1,6°C rispetto alla media del periodo di riferimento 1991-2020. Le piogge sono state superiori alla media sull’Europa occidentale, orientale e mediterranea, in particolare Irlanda, Regno Unito, penisola Iberica e Balcani. Precipitazioni che in diverse occasioni sono state estreme, come nel caso della tempesta Harry, che ha flagellato in particolare Sicilia, Sardegna e Calabria con mareggiate e inondazioni. Zone più secche del normale si sono invece concentrate su larga parte dell’Europa centrale, verso la Scandinavia, la Russia occidentale e l’Islanda.
  • Invasi: Le precipitazioni di Gennaio hanno portato ad un generale rialzo dei valori, in particolare in Sardegna. Tuttavia in molte zone i livelli non sono ancora sufficienti per recuperare del tutto il deficit accumulato (vedi mappe).
  • Grandi laghi del nord Italia: Nei primi giorni di Febbraio tutti i principali laghi presentano altezze idrometriche in media o leggermente superiori, con volumi di afflusso che sono inferiori alla norma solo per l’Iseo e il Garda.
Previsioni per i prossimi mesi
Per quanto riguarda le temperature dell’aria del trimestre Marzo-Maggio 2026, i dati d’insieme dei maggiori centri europei per le previsioni a medio termine danno un segnale positivo su buona parte d’Europa, ma con le probabilità più alte sulla porzione centro-orientale del Mediterraneo. Temperature superficiali del Mar Mediterraneo ancora superiori alla media (probabilità 70-100%). Molto più complesse le previsioni delle piogge, che non risultano sufficientemente robuste per dare un segnale omogeneo di surplus o deficit. Aree spot di piogge superiori alla media sono segnalate sull’Europa centro-settentrionale, anche se con probabilità del 40-50%.

Clicca sulle immagini per ingrandire

Focus Mensile

Vapor Pressure Deficit

Il VPD – Vapor Pressure Deficit è una misura di quanto è secca (alto VPD) o umida (basso VPD) l’aria. Il protrarsi nel tempo di alti valori di VPD o anomalie positive rispetto ai valori medi, soprattutto nei mesi più caldi, può essere un indice di siccità e può influire sull’evapotraspirazione e sulla richiesta idrica delle piante e quindi sulla produzione agricola, nonché sull’evaporazione dalle acque libere come laghi, bacini e fiumi.

ANOMALIE VPD
Le mappe di anomalia di VPD di Gennaio mostrano valori per lo più negativi, eccetto che nei primi 10 giorni del mese sulle zone alpine e prealpine.
INDICI DI ESPOSIZIONE ALLA SICCITA’
  • Percentuale di territorio regionale affetto da siccità severo-estrema: grazie agli apporti pluviometrici di Gennaio, le percentuali sono fortemente ridotte sui 3 e 6 mesi. Più bassi della fine del 2025, ma comunque presenti valori fra il 5 e il 19% al sud sul lungo e lunghissimo periodo.
  • Percentuale di aree agricole interessate da siccità severo-estrema: la tipologia colturale che presenta una percentuale maggiore è quella dei prati-pascoli, anche se i valori sono contenuti al di sotto del 4%.
  • Percentuale di popolazione esposta a siccità: la classe relativa a siccità lieve è quella più rappresentata dal punto di vista del deficit, con le maggiori percentuali sul breve e medio periodo.

Clicca sulle immagini per ingrandire

Indice SPI (Standardized Precipitation Index)

Indice Pluviometrico SPI

Indice scelto a livello internazionale, attraverso la “Dichiarazione di Lincoln”, per l’identificazione di siccità meteorologiche (SPI 3 mesi).

Basato sulla sola precipitazione cumulata mensile (McKee et al., 1993), quantifica un deficit o surplus di pioggia rispetto ai valori medi, a diverse scale temporali (usualmente 1, 3, 6, 12, 24 e 48 mesi), consentendo la determinazione delle diverse tipologie di siccità, dalla meteorologica, all’agricola all’idrologica.

Le serie di pioggia (almeno 30 anni) vengono adattate in una distribuzione gamma, successivamente trasformata in un distribuzione normale, con media zero e deviazione standard pari a 1.
Tale standardizzazione permette il confronto fra diverse aree geografiche e climatiche.
Le equazioni da cui deriva lo SPI sono di seguito rappresentate:

dove H(x) è la probabilità cumulativa della pioggia xc e d sono delle costanti.

La tabella seguente indica le classi di siccità o surplus in base ai valori dell’indice:

Legenda Indice SPI - 9 classi


Riferimenti bibliografici

McKee T.B., Doesken N. J., Kliest J. (1993). The relationship of drought frequency and duration to time scales. In Proceedings of the 8th Conference of Applied Climatology, 17-22 January, Anaheim, CA. American Meterological Society, Boston, MA. 179-184.

Guttman, N. B. (1999). Accepting the Standandardized Precipitation Index: a calculation algorithm. J. Amer. Water Resour. Assoc., 35 (2), 311-322.

Clicca sulle immagini per ingrandirle.

A Gennaio le precipitazioni sono state superiori alla media su buona parte del centro e sud Italia e isole maggiori. Sardegna, Umbria e Lazio hanno visto addirittura surplus estremi. Grazie a tali precipitazioni, il trimestre ha visto nettamente ridursi il deficit accumulato fra Ottobre e Dicembre, così come la situazione è migliorata per gli ultimi sei mesi. Sul lungo e lunghissimo periodo (12 e 24 mesi), persistono ancora, invece, zone delle regioni meridionali in cui la siccità è severo-estrema.

Anomalie LST (Land Surface Temperature)

LST - Land Surface Temperature

La Land Surface Temperature – LST o temperatura superficiale è una Variabile Climatica Essenziale derivata da osservazioni satellitari e descrive processi quali gli scambi di energia e acqua fra l’atmosfera le superfici, sia che si tratti di terreni nudi, parte sommitale delle chiome di un bosco o di una coltura, strade o tetti di edifici, specchi d’acqua o fiumi, superfici innevate, ecc. 

A Gennaio le temperature superficiali sono state superiori alla media in tutte le regioni meridionali e centrali fino alla Toscana, e sulla zona padana piemontese, Lombardia settentrionale e valle principale del Trentino-Alto Adige. Il resto d’Italia, invece, è stato caratterizzato da anomalie negative.
Anomalia delle temperature superficiali - Gennaio
Clicca l'immagine per ingrandirla.

Indice ESI (Evaporative Stress Index)

ESI - Evaporative Stress Index

L’indice ESI (Evaporative Stress Index) quantifica anomalie temporali standardizzate del rapporto fra evapotraspirazione reale e potenziale e fornisce indicazioni “proxy” circa la rapida evoluzione dell’umidità superficiale del suolo e delle condizioni di stress delle colture.

I valori dell’indice, calcolato con aggregazioni di brevi periodi (es. 4 settimane), forniscono indicazioni circa cambiamenti rapidi, mentre aggregazioni più lunghe, che integrano dati su periodi di tempo maggiori (es. 12 settimane), sono rappresentative di cambiamenti più lenti.



Riferimenti bibliografici

Anderson, M. C., J. M. Norman, J. R. Mecikalski, J. P. Otkin, and W. P. Kustas, 2007a: A climatological study of evapotranspiration and moisture stress across the continental U.S. based on thermal remote sensing: I. Model formulation. J. Geophys. Res., 112, D10117, doi:10110.11029/12006JD007506.


Anderson, M. C., J. M. Norman, J. R. Mecikalski, J. P. Otkin, and W. P. Kustas, 2007b: A climatological study of evapotranspiration and moisture stress across the continental U.S. based on thermal remote sensing: II. Surface moisture climatology. J. Geophys. Res., 112, D11112, doi:11110.11029/12006JD007507.

Nelle 4 settimane di Gennaio anomalie negative dell’indice sono evidenti in zone sparse delle zone alpine e prealpine, Marche e Abruzzo, Puglia, Basilicata e Sicilia sud-orientale. I cumulati da inizio Novembre a fine Gennaio indicano le stesse zone, ma in modo più accentuato e uniforme.
ESI index ultime 4 settimane
Clicca l'immagine per ingrandirla.
Clicca l'immagine per ingrandirla.